La dispersione di calore attraverso l’involucro edilizio dipende dalla trasmittanza termica (U) di pareti, coperture, solai e infissi. Valori di U elevati, tipici degli edifici costruiti prima del 1991 in assenza di normativa termica, indicano che una quota rilevante dell’energia consumata per il riscaldamento viene dispersa verso l’esterno. Gli interventi di riqualificazione dell’involucro agiscono direttamente su questo parametro.
Il sistema a cappotto termico esterno (ETICS)
Il sistema a cappotto — denominato ETICS (External Thermal Insulation Composite System) nella normativa tecnica europea — consiste nell’applicazione di pannelli isolanti sulla superficie esterna delle pareti, fissati meccanicamente e con collante, e rivestiti con intonaco armato con rete in fibra di vetro.
Il principale vantaggio del cappotto è la continuità dello strato isolante: copre la totalità della parete opaca, inclusi i pilastri e le travi di bordo del solaio, eliminando i ponti termici costruttivi più frequenti. Negli edifici con struttura in cemento armato, l’applicazione del cappotto può ridurre la trasmittanza della parete da valori tipici di 1,0–1,5 W/(m²·K) a valori inferiori a 0,3 W/(m²·K), in funzione dello spessore dell’isolante impiegato.
EPS grafitato 80 mm: risultato equivalente a EPS standard 100 mm
Lana di roccia 120 mm: trasmittanza circa 0,22–0,28 W/(m²·K)
(Valori indicativi; dipendono dalla stratigrafia della parete esistente)
Isolamento della copertura
La copertura è responsabile di una quota significativa delle dispersioni totali di un edificio, in quanto la differenza di temperatura tra ambienti riscaldati e tetto è spesso tra le più elevate. Le soluzioni dipendono dalla tipologia costruttiva.
Tetti piani
Negli edifici con copertura piana, l’isolamento si applica sopra il solaio di copertura, tra la guaina impermeabilizzante e il solaio stesso. In questa configurazione si distingue tra sistema diretto (isolante sotto la guaina) e sistema rovescio (isolante sopra la guaina, protetto dalla ghiaia o da lastre). Il sistema rovescio richiede l’impiego di XPS, che mantiene le proprie caratteristiche anche in presenza di umidità e pressione meccanica.
Tetti a falde
Negli edifici con tetto a falde, le soluzioni principali sono tre: isolamento in falda (tra e/o sotto i rafter), isolamento sul solaio piano del sottotetto, e combinazione dei due. L’isolamento in falda preserva il volume del sottotetto come spazio abitabile; l’isolamento sul solaio è meno costoso ma non consente di riscaldare il sottotetto.
Applicazione di pannelli EPS su una facciata residenziale in fase di ristrutturazione. Fonte: Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0
Sostituzione degli infissi
Le finestre sono tra i componenti con la trasmittanza più elevata dell’involucro. Un infisso singolo in metallo senza taglio termico può avere una trasmittanza di 5–6 W/(m²·K), mentre un doppio vetro con telaio in PVC o alluminio a taglio termico scende a 1,0–1,6 W/(m²·K). I tripli vetri con intercapedine riempita di gas argon raggiungono valori inferiori a 0,8 W/(m²·K).
La sostituzione degli infissi, tuttavia, non è sufficiente da sola a eliminare i ponti termici del nodo finestra-parete. Il raccordo tra il nuovo telaio e l’isolante della parete, la gestione del cassonetto per le tapparelle e la scelta del corretto davanzale incidono in modo significativo sulla prestazione complessiva del nodo.
Interventi sull’isolamento del pavimento
Nei piani terreni su vespaio o su terreno, e nei piani intermedi sopra vani non riscaldati (cantine, garage), l’isolamento del solaio inferiore riduce le dispersioni verso il basso e migliora il comfort degli occupanti. L’isolamento può essere applicato sotto il massetto (prima della posa del pavimento finito), oppure sotto intradosso del solaio nei locali non riscaldati sottostanti.
Sequenza degli interventi
In una ristrutturazione energetica, la sequenza suggerita è la seguente: prima si interviene sull’involucro (pareti, tetto, infissi) per ridurre il fabbisogno di energia; poi si procede con l’impianto di riscaldamento. Sostituire la caldaia prima di isolare l’involucro significa dimensionare l’impianto per un fabbisogno che verrà successivamente ridotto, con conseguente sovradimensionamento del generatore.
Per approfondimenti normativi: GSE — Gestore dei Servizi Energetici; Decreto Ministeriale 26 giugno 2015 (Requisiti minimi di prestazione energetica).