La scelta del materiale isolante influisce direttamente sul comportamento energetico dell’edificio, sulla durabilità dell’intervento e sul costo complessivo dei lavori. In Italia, il mercato delle costruzioni impiega principalmente quattro categorie di materiali: lana minerale, polistirene espanso (EPS), polistirene estruso (XPS) e schiuma poliuretanica. A questi si affiancano materiali naturali come il sughero, impiegati soprattutto nelle ristrutturazioni con attenzione alla sostenibilità.
Lana minerale
La lana minerale comprende due famiglie distinte: la lana di roccia (o lana di basalto) e la lana di vetro. Entrambe sono prodotte per fusione e filatura di materie prime inorganiche. Il valore di conducibilità termica (λ) tipico si colloca tra 0,030 e 0,045 W/(m·K), con variazioni legate alla densità e alla tipologia del prodotto.
La lana di roccia è utilizzata prevalentemente in sistemi a cappotto per pareti opache, in coperture piane e in pareti divisorie interne dove è richiesta anche una prestazione acustica. La lana di vetro, disponibile in rotoli di bassa densità, trova impiego nelle coperture inclinate tra le travi e in applicazioni orizzontali dove è necessaria comprimibilità.
Densità tipica: 30 – 200 kg/m³
Comportamento al fuoco: non combustibile (Euroclasse A1 o A2)
Resistenza all'acqua: idrofoba se trattata, altrimenti igroscopica
Polistirene espanso (EPS)
L’EPS è il materiale più diffuso nei sistemi a cappotto termico (ETICS) applicati sulle facciate degli edifici esistenti. Si presenta sotto forma di pannelli rigidi, con densità variabile tra 15 e 35 kg/m³ e conducibilità termica compresa tra 0,031 e 0,040 W/(m·K). È disponibile in versione standard (bianco) e in versione grafitatizada, che incorpora grafite per ridurre la conducibilità fino a circa 0,030 W/(m·K).
In Italia, i sistemi a cappotto con EPS grafitato sono tra i più applicati nelle ristrutturazioni di condomini degli anni ’60 e ’70, in quanto coniugano spessori contenuti con un’elevata prestazione termica.
Polistirene estruso (XPS)
L’XPS si distingue dall’EPS per la struttura a cella chiusa, che lo rende praticamente impermeabile all’acqua. Questa caratteristica lo rende idoneo a situazioni di contatto con l’umidità: isolamento delle coperture piane con ghiaia sovrapposta (sistema rovescio), isolamento dei pavimenti a contatto con il terreno e delle fondazioni perimetrali.
La conducibilità termica dell’XPS è generalmente compresa tra 0,029 e 0,038 W/(m·K). La resistenza a compressione è superiore a quella dell’EPS, rendendolo adatto anche a pavimenti industriali e terrazze carrabili.
Sezione di una parete a doppio foglio con intercapedine isolata. Fonte: Wikimedia Commons, dominio pubblico
Schiuma poliuretanica
Il poliuretano è disponibile in pannelli rigidi preformati e in schiuma applicata a spruzzo in cantiere. La conducibilità termica è tra i valori più bassi disponibili sul mercato: 0,022 – 0,028 W/(m·K) per i pannelli con facce metalliche, leggermente superiore per la schiuma proiettata.
L’isolamento a spruzzo è impiegato in intercapedini di pareti esistenti, in coperture difficilmente accessibili e in strutture con geometria irregolare. La schiuma aderisce alle superfici senza lasciare vuoti, eliminando i ponti termici locali legati all’applicazione di pannelli.
Sughero naturale
Il sughero proviene dalla corteccia della quercia da sughero (Quercus suber) e viene commercializzato in pannelli espansi o agglomerati. La conducibilità termica si colloca tra 0,037 e 0,045 W/(m·K). Rispetto ai materiali sintetici non offre le prestazioni termiche più elevate, ma presenta un’ottima resistenza alla diffusione del vapore e una buona inerzia termica.
Il sughero è apprezzato in interventi di recupero del patrimonio edilizio storico, dove la compatibilità con i materiali originali e la traspirabilità della parete sono prioritarie rispetto all’ottimizzazione della trasmittanza.
Come scegliere il materiale
La selezione dipende da diversi fattori: posizione dello strato isolante (interno, esterno o in intercapedine), condizioni di esposizione all’umidità, esigenze di resistenza meccanica, classe di reazione al fuoco richiesta dalla normativa e budget disponibile. Non esiste un materiale universalmente migliore: la corrispondenza tra caratteristiche tecniche e contesto applicativo è determinante per la durabilità e l’efficacia dell’intervento.
Riferimenti tecnici: UNI — Ente Italiano di Normazione, UNI EN ISO 10456 (materiali da costruzione, valori termici dichiarati e di progetto).